uva lacrima nera
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IL PROFUMO DI UNA TERRA

Iniziamo chiarendo subito un punto fondamentale.

Questo progetto non riguarda il contenuto del disciplinare della DOC Lacrima di Morro che viene discusso nei tavoli di competenza.

L'obiettivo primario di questa iniziativa è la promozione e valorizzazione del vino con il suo territorio.

Per questo partecipano esclusivamente quei produttori che svolgendo il ciclo produttivo all'interno della DOC possono raccontare ed offrire esperienze sul territorio all'appassionato come al turista.

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La DOC nasce nel 1985 dopo travagliate vicissitudini grazie anche alla volontà e determinazione dell'allora Sindaco di Morro d'Alba Franco Fava.

L'omonimia con Alba e la presenza della località La Morra furono usati come opposizione alla creazione della DOC.

Alla sua nascita la DOC poteva contare su un numero molto esiguo di ettari ma grazie al contributo di alcune cantine che per prime hanno creduto in questo vitigno l'estensione del vigneto è andata crescendo attirando l'attenzione di altre cantine.

Oggi gli ettari sono oltre trecento, un numero ancora marginale nel panorama variegato dell'enologia italiana. Un limite nelle dinamiche di mercato ma un vantaggio nella forte identità.

Una identità che si ritrova nel profilo territoriale fatto di dolci colline che scendono verso il mare, borghi medioevali e le loro tradizioni, panorami dove i vigneti si alternano a oliveti, campi di grano e girasole. 

paesaggio di morro d'alba
area di produzione della DOC lacrima di morro

La zona di produzione

La zona geografica di produzione dei vini a DOC «Lacrima di Morro» o «Lacrima di Morro d'Alba», 

comprende l’intera area amministrativa dei Comuni di Morro d'Alba, Monte S. Vito, S. Marcello, Belvedere Ostrense, Ostra e Senigallia, con esclusione delle aree di fondo valle e dei versanti delle colline del comune di Senigallia prospicienti il mare e compresi tra il litorale e la sede autostradale.

Si tratta di un’area collinare

non molto estesa, solcata dai fiumi Cesano, Nevola e Misa,

che vanno a delimitare alcuni tratti della parte settentrionale,

mentre il limite meridionale non si spinge fino al fiume Esino.

vigneti lacrima di morro in inverno

Il Clima

L’intera zona di produzione è situata

a non più di 25 km di distanza

dal mare Adriatico, che esercita una grande influenza sulle caratteristiche climatiche del territorio, di fatto abbastanza omogenee.

L’altimetria varia in massima parte

tra 50 e 200 m s.l.m., i rilievi sono poco elevati e le pendenze sono generalmente comprese

tra il 2% e il 25%.

Le esposizioni sono quasi equamente ripartite tra tutti i punti cardinali.

La presenza dell’ampio bacino idrico costituito dal mare Adriatico limita l’escursione termica tra il giorno e la notte e quella tra il mese più caldo e il mese più freddo dell’anno.

La temperatura media del mese di Gennaio è compresa tra 4 e 6°C, mentre quella del mese di Luglio si aggira sui 23- 24°C.

Il Terreno

La natura dei materiali geologici, substrato dei suoli agrari dell’area risulta relativamente omogenea, essendo rappresentata in massima parte da rocce pelitico-calcarenitiche

o peliticoargillose.

Si tratta di litotipi facilmente alterabili e soggetti ad erosione idrica superficiale.

L’area di produzione mostra alcuni elementi tipici dell’agricoltura collinare marchigiana e un paesaggio agrario contrassegnato dalla presenza di vite, olivo e colture erbacee.

La Storia

Dopo la caduta dell’Impero Romano, che aveva visto il diffondersi della coltivazione della vite e il commercio dei vini, le invasioni barbariche, la presenza dei Longobardi e le invasioni saracene dal mare, spinsero la popolazione del territorio ad erigere fortificazioni, destinate a divenire il fulcro di successivi insediamenti.

In questo territorio iniziò, a partire dal 900, “l’incastellamento” dei luoghi collinari, più facilmente difendibili dagli attacchi esterni; anche le vigne subirono una trasformazione e le alberate, diffuse in epoca romana, vennero sostituite da piccoli appezzamenti protetti da recinti dove la vite veniva spesso consociata con gli alberi da frutto.

 

Nell’età dei Comuni, le migliorate condizioni economiche portarono ad aumenti della popolazione e dei fabbisogni alimentari, contribuendo al recupero e al consolidamento del ruolo della viticoltura, che divenne un tratto distintivo del territorio.